CONTROSTORIA DELL’UNITà D’ITALIA” Gigi di Fiore, Bur 2013
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Buone condizioni come foto. Controstoria dell’Unità d’Italia. Fatti e misfatti del Risorgimento” di Gigi Di Fiore (2010) è un saggio che ribalta la narrazione risorgimentale classica, descrivendo l’unificazione non come una liberazione, ma come un’annessione unilaterale piemontese. Il libro evidenzia le violenze, la corruzione, il saccheggio del Sud e il brigantaggio post-unitario. Punti chiave della trama e dell’analisi: Annessione, non Unità: L’unificazione è presentata come la “piemontizzazione” del resto d’Italia, in particolare del Regno delle Due Sicilie, vissuto come un territorio conquistato. Luci e Ombre dei Mille: Viene analizzata la spedizione garibaldina evidenziando l’uso di aiuti finanziari, intrighi, e presunte alleanze con camorra e mafia per favorire il crollo borbonico. Violenze e “Vinti”: Il saggio dà voce ai vinti, raccontando le atrocità compiute dai vincitori, le fucilazioni, gli stupri e le popolazioni del Sud decimate. Il Brigantaggio: Il fenomeno viene letto non come semplice criminalità, ma come una vera e propria guerra civile e resistenza contro il nuovo Stato italiano. Depredazione del Sud: Viene descritta la razzia delle casse del Regno delle Due Sicilie e lo smantellamento del suo apparato industriale. Rappresentazione Critica: Di Fiore smonta la retorica patriottica, criticando figure come Cavour e Vittorio Emanuele II e mettendo in discussione la versione “ufficiale” del Risorgimento insegnata nelle scuole. In sintesi, il libro intende portare alla luce i fatti rimossi e le ambiguità di quel periodo, sostenendo che il Mezzogiorno pagò il prezzo più alto in termini di povertà ed emigrazione a causa di questa modalità di unificazione
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